La giornata inizia di buon’ora con la visita ai resti archeologici di Zippori. Significativo è stato il vedere come all’epoca di Gesù (o poco dopo), nella zona vi fossero insediamenti residenziali di “lusso” e pregevoli. Le ville di cui abbiamo visto i resti da questo punto di vista erano sicuramente significative, e lo testimoniavano i meravigliosi mosaici che sono ancora visibili. Eppure Dio per nascere ha scelto un villaggio povero, in una famiglia semplice e umile, che al momento della nascita del figlio non è riuscita a trovare altro che una stalla: “per loro non c’era posto”… Finalmente abbiamo poi iniziato a solcare i luoghi frequentati da Gesù. Sul Monte Tabor la leggenda vuole che sia avvenuta la Trasfigurazione. La leggenda perché per molti luoghi non c’è la sicurezza scientifica che fossero quelli effettivamente dove sono avvenuti i fatti narrati dai Vangeli, però la tradizione e alcune “ipotesi” li hanno associati agli eventi conosciuti. E’ stato emozionante comunque essere sul monte della Trasfigurazione, dove Dio ha mostrato a 3 apostoli tutto il suo splendore e la sua gloria. Quello che sempre mi ha affascinato di questo episodio, è la voglia dei tre uomini di stare con Gesù, di chiudersi tra di loro perché si sta bene; Cristo invece indica che il loro compito è quello di andare nel mondo per manifestare e testimoniare con la propria vita e con il proprio amore la gloria e la grandezza di Dio che hanno potuto vedere e sperimentare. Come indicazione pastorale per le nostre parrocchie, associazioni e per tutti i cristiani, direi che è ancora più che attuale! Dopo l’immancabile pausa-pranzo in albergo, iniziata con un’ora di ritardo a causa di un traffico nelle vie di Nazareth decisamente peggiore delle peggiori code nella Brescia dei cantieri di questi mesi, il pomeriggio è stato dedicato alla visita a piedi per le vie della città. Abbiamo così potuto addentrarci per i quartieri arabi della città, compresi gli stretti vicoli e la zona del mercato. Visitare un luogo significa anche entrare a contatto con le vie e i quartieri dove la gente vive e lavora, assaporando anche i gusti e gli odori del luogo. Luogo più importante della Nazareth cristiana è la basilica dell’Annunciazione, edificio sicuramente significativo, ma che dovrebbe fare da monito sul come non rovinare la magia e la bellezza di un posto costruendo con materiali che con quel luogo non c’entrano assolutamente nulla, come il cemento armato che impera nella basilica. Calda ed emozionate la Messa celebrata di fronte alla grotta che la tradizione vuole essere quella dell’Annunciazione. Uno dei motivi per cui è difficile avere certezze del fatto che i luoghi venerati siano quelli effettivamente dove sono successi gli avvenimenti conosciuti, è che queste terre hanno avuto una storia talmente travagliata che hanno cambiato “gestione” moltissime volte, e sempre con riutilizzi degli edifici, distruzioni e quant’altro. Romani, ebrei, arabi, crociati, arabi ancora, israeliani… tutti hanno lasciato il proprio segno (anche perché ancora tutti praticamente presenti!), ma a quale prezzo da tanti punti di vista… E quale fatica a convivere pacificamente in queste terre che dovrebbero essere un inno alla fratellanza e all’amore universale… Intanto il clima e l’affiatamento del gruppo migliora ora per ora, anche grazie alla scorribanda nella pasticceria centrale della città. In attesa (forse domani!) del mitico Kebab che qui si vende praticamente ovunque!
domenica 30 dicembre 2007
Diario dalla Terrasanta: 28 dicembre 07
La giornata inizia di buon’ora con la visita ai resti archeologici di Zippori. Significativo è stato il vedere come all’epoca di Gesù (o poco dopo), nella zona vi fossero insediamenti residenziali di “lusso” e pregevoli. Le ville di cui abbiamo visto i resti da questo punto di vista erano sicuramente significative, e lo testimoniavano i meravigliosi mosaici che sono ancora visibili. Eppure Dio per nascere ha scelto un villaggio povero, in una famiglia semplice e umile, che al momento della nascita del figlio non è riuscita a trovare altro che una stalla: “per loro non c’era posto”… Finalmente abbiamo poi iniziato a solcare i luoghi frequentati da Gesù. Sul Monte Tabor la leggenda vuole che sia avvenuta la Trasfigurazione. La leggenda perché per molti luoghi non c’è la sicurezza scientifica che fossero quelli effettivamente dove sono avvenuti i fatti narrati dai Vangeli, però la tradizione e alcune “ipotesi” li hanno associati agli eventi conosciuti. E’ stato emozionante comunque essere sul monte della Trasfigurazione, dove Dio ha mostrato a 3 apostoli tutto il suo splendore e la sua gloria. Quello che sempre mi ha affascinato di questo episodio, è la voglia dei tre uomini di stare con Gesù, di chiudersi tra di loro perché si sta bene; Cristo invece indica che il loro compito è quello di andare nel mondo per manifestare e testimoniare con la propria vita e con il proprio amore la gloria e la grandezza di Dio che hanno potuto vedere e sperimentare. Come indicazione pastorale per le nostre parrocchie, associazioni e per tutti i cristiani, direi che è ancora più che attuale! Dopo l’immancabile pausa-pranzo in albergo, iniziata con un’ora di ritardo a causa di un traffico nelle vie di Nazareth decisamente peggiore delle peggiori code nella Brescia dei cantieri di questi mesi, il pomeriggio è stato dedicato alla visita a piedi per le vie della città. Abbiamo così potuto addentrarci per i quartieri arabi della città, compresi gli stretti vicoli e la zona del mercato. Visitare un luogo significa anche entrare a contatto con le vie e i quartieri dove la gente vive e lavora, assaporando anche i gusti e gli odori del luogo. Luogo più importante della Nazareth cristiana è la basilica dell’Annunciazione, edificio sicuramente significativo, ma che dovrebbe fare da monito sul come non rovinare la magia e la bellezza di un posto costruendo con materiali che con quel luogo non c’entrano assolutamente nulla, come il cemento armato che impera nella basilica. Calda ed emozionate la Messa celebrata di fronte alla grotta che la tradizione vuole essere quella dell’Annunciazione. Uno dei motivi per cui è difficile avere certezze del fatto che i luoghi venerati siano quelli effettivamente dove sono successi gli avvenimenti conosciuti, è che queste terre hanno avuto una storia talmente travagliata che hanno cambiato “gestione” moltissime volte, e sempre con riutilizzi degli edifici, distruzioni e quant’altro. Romani, ebrei, arabi, crociati, arabi ancora, israeliani… tutti hanno lasciato il proprio segno (anche perché ancora tutti praticamente presenti!), ma a quale prezzo da tanti punti di vista… E quale fatica a convivere pacificamente in queste terre che dovrebbero essere un inno alla fratellanza e all’amore universale… Intanto il clima e l’affiatamento del gruppo migliora ora per ora, anche grazie alla scorribanda nella pasticceria centrale della città. In attesa (forse domani!) del mitico Kebab che qui si vende praticamente ovunque!
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