mercoledì 2 gennaio 2008

Diario dalla Terrasanta: 2 gennaio 08. Il viaggio è finito!


Ultimo giorno del nostro viaggio-pellegrinaggio. Naturalmente non meno intenso degli altri! Si parte subito in quinta: Gerusalemme vecchia e spianata delle Moschee o del Tempio. L’ultima volta che ho provato una simile sensazione nel trovarmi di fronte a tanta bellezza (a parte i paesaggi in montagna…) è stato a San Pietroburgo di fronte al Palazzo d’Inverno. Alcuni minuti che qualcuno forse chiamerebbe la “sindrome di Stendhal” esagerando un po’, ma che sono difficili da non provare in un ambiente simile. La Cupola di Omar è semplicemente fantastica, ma tutta l’enorme piazza con i suoi archi e resti forma un contesto meraviglioso. Tempo per un po’ di foto e il giro continua. Inutile dire che, sia per entrare che per uscire, era necessario il solito controllo stile-aeroporto… Passiamo ad un altro luogo-simbolo della città: il muro del Pianto. E’ praticamente una sinagoga all’aperto, addirittura rigorosamente divisa nel settore maschile e femminile. Si percepisce molta devozione in chi prega, ma vedere come pregava un gruppo di bambini seduti sotto il muro faceva una certa impressione. Sarà stato per l’abbigliamento (gli ultraortodossi a Gerusalemme sono veramente tanti e subito riconoscibili – già da bambini – per abbigliamento e pettinatura), o per lo “stile”, ma sembrava di percepire qualcosa che andava oltre alla fede sfociando nel fanatismo. Anche il luogo poi da l’impressione che le preghiere che nascono sotto quel muro non siano soltanto un lamento per la distruzione di quello che era il principale luogo sacro per gli ebrei, ma anche una rivendicazione forte intrisa di identità che sfocia nel nazionalismo. Continuiamo la visita in altri luoghi che ricordano fatti evangelici (come la chiesa del “canto del gallo” di Pietro, dove celebriamo la Messa) e la struttura “urbanistica” dell’antica Gerusalemme. Panorami mozzafiato su una città che sa offrire splendidi scorci, tra l’altro in una giornata meravigliosamente limpida e tersa. Tappa in albergo per il pranzo e poi via per un luogo simbolo di Gerusalemme, che anche se non fa parte del classico tour del pellegrino, non può non essere visitato se ci si vuole accostare alla cultura e alla storia locale. Si tratta del memoriale della Shoà. Non è un museo (c’è anche quello ma non lo visitiamo), ma una serie di costruzioni e monumenti che ricordano l’olocausto colpendo non tanto il cervello ma soprattutto il cuore. Il memoriale dedicato in particolare al mezzo milione di bambini morti, è un salone nero e buio con molti lumini accesi a tutte le altezze che in un gioco di enormi specchi danno l’idea di trovarsi in un cielo pieno di fiamme; intanto una voce legge i nomi, l’età e la provenienza dei bambini morti. Una volta usciti per un po’ si fatica anche solo a parlare… Emozioni che mi hanno ricordato la visita ad Auschwitz. Si torna nel centro vecchio, e dopo ben un’ora libera per shopping nei negozietti del quartiere cristiano, incontriamo il Custode di Terra Santa (un francescano, ordine al quale da 800 anni è stato affidato dal Papa il compito di custodire i luoghi sacri). Un’ora di incontro che ci da una bella immagine non soltanto della situazione dei cristiani, sia in Israele che nei territorio dell’Autorità Palestinese, ma anche e soprattutto del rapporto tra le varie chiese cristiane. E’ vero che si può rimanere “scandalizzati” di fronte alla situazione di confusione e apparente conflitto tra le diverse confessioni (cattolici, greco-ortodossi, armeni ecc.), che il Custode ha definito come “liti da condominio” su questioni pratiche e secondarie, ma Gerusalemme è anche l’unico posto al mondo dove convivono in questo modo tutte le confessioni cristiane. Con la presenza inoltre degli ebrei e dei musulmani. E’ un clima che si può respirare solo in questa città: qui ogni pietra parla di Dio. Lo spirito di Gerusalemme è quello che abbiamo respirato stamattina celebrando la Messa con il sottofondo del Muezzin che chiama alla preghiera e con gli ebrei a poca distanza che intonano i loro lamenti sotto il muro del pianto. Mi piace chiamare quest’esperienza un viaggio-pellegrinaggio perché ha avuto le caratteristiche di entrambe. Abbiamo vissuto una forte momento di spiritualità e di riscoperta di quello che significa per noi cristiani di oggi la vita di quel Cristo che ha cambiato le sorti dell’umanità e delle nostre vite. Ma è stato anche un vero viaggio, cercando di incontrare e di capire i luoghi e le culture che ci ospitavano. Con i molti limiti dei viaggi organizzati dalle agenzie (che infatti normalmente cerco di evitare…), ma con alcune opportunità significative come quella di oggi, o i momenti a Ramallah e a Hebron. Di considerazioni finali se ne possono fare tante, ma molte sono già emerse dai lunghi racconti di questi viaggi. Restano le emozioni, gli incontri, gli sguardi, gli odori, i suoni, i paesaggi e tutto quello che fa parte di un viaggio, e che resta indelebilmente in ognuno di noi e che difficilmente si può trascrivere su un racconto, per quanto bene fatto (e non è certo questo il caso!). E resta anche il desiderio di ripartire per altre mete, ma anche di tornare prima o poi in questa città e in questi luoghi che più che per i monumenti e i paesaggi fanno innamorare per la storia, la cultura, le persone, le enormi contraddizioni, le difficoltà che nascono dalla convivenza tra popoli e culture diverse. Insomma un mix di tutto ciò che è la nostra umanità, così meravigliosa e così incapace di vivere in pace utilizzando le proprie potenzialità per creare anche qui sulla Terra quel Paradiso che Dio ci ha promesso. E chissà Lui cosa penserà, vedendo la sua terra prediletta nella quale si mischiano invocazioni a Lui in ogni lingua e ogni credo, ma anche mitra imbracciati da ragazzini e tante altre contraddizioni qui così presenti… Non posso concludere che con un… BUON VIAGGIO A TUTTI!!!

P.S.1 HO PUBBLICATO LE FOTOGRAFIE sul mio sito, naturalmente nella sezione "fotografie". Sono tante (più di 300) ma è già stata dura selezionarle dalle 800 totali che ho fatto! Buona visione
P.S.2 Se volete lasciare i vostri commenti al diario di viaggio ne sarei contento. Così per condividere!
P.S.3 Grazie a tutti i meravigliosi e simpaticissimi compagni di avventura! In questo non poteva andare meglio!

2 commenti:

Thomas ha detto...

Commento il tuo commento o il viaggio? Beh, direi che la descrizione letta è molto precisa e significativi sono anche i pensieri e le riflessioni che scaturiscono alla vista di quei luoghi...e al pensiero che proprio lì (beh, magari un pò più a destra o un pò più a sinistra) Gesù ha vissuto e agito...
Che aggiungere...è un'esperienza che merita di essere fatta, e che ogni cristiano dovrebbe fare almeno una volta nella vita...perchè evoca pensieri e parole profondi...
Concludo ringraziando anche io i compagni di viaggio, e ringraziando gli organizzatori (Don Flowers in primis) per tutto!!

Anonimo ha detto...
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