martedì 1 gennaio 2008

Diario dalla Terrasanta: 1 gennaio 08


Anno nuovo! Ma la tradizionale dormita del capodanno viene saltata a piè pari, visto che alle 7.30 siamo già in viaggio per Betania. La giornata inizia con una Messa in una chiesetta gelata; nella foga di partire in tempo dimentichiamo anche Chiara in albergo, che ci raggiunge poi in taxi! Betania ricorda il miracolo di Lazzaro (scendiamo anche nella tomba) e l’amicizia con Marta e Maria. E’ bello celebrare la messa della Giornata della Pace in queste terre e nel luogo che ricorda le amicizie di Gesù; quanto bisogno ci sarebbe di recuperare le ragioni dell’amicizia e della comprensione tra le persone, che stanno alla base della pace… Si riparte poi per Masada, sul mar Morto. Scendiamo di 300 metri sotto il livello del mare, e prendiamo la funivia (però che tentazione vedere il sentiero che si arrampicava su quei monti…) che ci porta in cima. Masada è sempre stata una cittadella difensiva (spettacolare il sistema per rendersi autonomi dal punto di vista dell’approvvigionamento idrico!), conquistata dai romani e fortificata ulteriormente poi da Erode. Per gli ebrei è un importantissimo simbolo legato all’identità della nazione… Quando arrivarono i romani infatti, gli ebrei presenti preferirono suicidarsi in massa pur di non arrendersi. Anche qui non mancano le angoscianti scene che in questa terra si vedono ovunque: vi sono alcune scolaresche di israeliani, sempre accompagnati dalla sicurezza con il mitra. E la sicurezza è formata da ragazzi e ragazze in borghese poco più che coetanei degli studenti. Addirittura socializzano e si fanno fotografare insieme: studenti e “amici” con il mitra! Prima del pranzo c’è tempo per il mitico bagno nel mar Morto. La salinità è del 27%, cioè 10 volte di più di quella degli altri mari; non vi sono forme di vita né vegetale né animale. Una tale presenza di sale significa che durante il bagno si sta a galla con una facilità incredibile. Anzi… è quasi difficile tenere braccia e gambe dentro l’acqua se si prova a nuotare. E’ una sensazione stranissima ma molto piacevole, e anche una spalmatina con la sabbia rende la pelle molto morbida. E poi vale la pena anche solo per poter dire di aver fatto il bagno il 1 gennaio, anche se solo per 20 minuti! Dopo la partenza, pausa pranzo e poi tappa al sito archeologico di Qumran, importantissimo per i fantastici ritrovamenti di rotoli antichi (precedenti a Cristo) che hanno dato un contributo fondamentale allo studio delle Sacre Scritture. Prima di tornare in albergo c’è tempo per un giro veloce a Gerusalemme, nel luogo che ricorda il cenacolo dove si consumò l’ultima cena, e quindi anche l’istituzione dell’Eucarestia. E poi via in albergo per la cena seguita da una spedizione nel centro (moderno) di Gerusalemme per una birra e un kebab. Ci scappa anche l’acquisto di un bellissimo arazzo indiano da appendere in casa. Anche nel centro non possiamo non notare una ragazza, poco più che adolescente, che gira vestita “in borghese” con un mitra sulle spalle… per noi è impossibile farci l’abitudine. Forse gli israeliani invece saranno abituati a convivere con la paura costante dell’altro… o forse no. Certo è, che in ogni caso non è questa la strada che porta alla pace. Che per quanto è faticosa, è la strada che questi due popoli dovranno intraprendere, magari iniziando dal concetto che la terra più che essere eredità dei nostri padri, è in prestito dai nostri figli e nipoti!
Se volete dare un'occhiata ad un po' di foto, le ho pubblicate sul sito dell'AC di Brescia (www.acbrescia.it). Cliccate su Documenti, e poi quando vi apparirà l'altro sommario in alto, andate su Galleria... Appena torno le pubblico anche sul mio sito!

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