venerdì 31 luglio 2009

FINALMENTE TRANSIBERIANA


Finalmente dopo tanta attesa si parte per il Superviaggio del 2009: 5 giorni tra i bambini dell'orfanotrofio in Ucraina, e poi a Mosca per la mitica Transiberiana. Tre settimane attraversando in treno la sterminata Russia fino a Vladivostok, sull'oceano Pacifico. Connessioni internet permettendo cercherò di aggiornare il blog per raccontare il viaggio... Se sarà impossibile connettermi, pubblicherò tutto alla fine. Buona estate a tutti!

martedì 9 giugno 2009

lettera aperta agli amici di centrosinistra dopo il voto amministrativo

Inizio queste mie considerazioni con il chiedere scusa se mi permetto ancora una volta di scrivere una lettera aperta. Non voglio certo fare il “guru” o quello che fa sermoni indicando la via maestra da seguire. Quindi queste saranno le mie ultime considerazioni, visto che la bontà della mia deci-sione di uscire dalla politica è stata solo confermata in questa campagna elettorale, e non certo smentita.
Innanzitutto faccio i migliori auguri al sindaco Maurizio Franzoni e alla sua squadra, perché possa-no guidare la nostra comunità con competenza, serietà e spirito di servizio.
Vengo poi ad alcune considerazioni sul centrosinistra. Avevo detto che non avrei appoggiato né sostenuto nessuna delle due liste, e così ho fatto. Purtroppo mi sembra che le divisioni tra le due anime del centrosinistra siano solo aumentate, come era prevedibile in un periodo come quello della campagna elettorale. La cosa che mi addolora e mi amareggia di più, è il constatare che mol-te persone sono addirittura arrivate a non salutare più coloro che si sono schierati in un’altra lista! Che persone piccole, di cuore e di cervello! E poi dichiariamo che vogliamo fare il bene della no-stra comunità amando il prossimo… Almeno non scomodiamo il Vangelo che è cosa ben più seria della politica fatta in questo modo!
Mi sembra di percepire in queste ore un’aria da “regolamento di conti” tra le due liste sconfitte. Sono estremamente convinto che il centrosinistra DEVE tornare ad essere UNITO da SUBITO, se vuole fare un’opposizione seria e costruttiva, e soprattutto se intende correre per la vittoria tra cinque anni. Altrimenti mettiamoci pure nell’ottica di lasciare il centrodestra al gover-no del paese per i prossimi decenni.
Ribadisco che in questi mesi sono stati fatti moltissimi errori, da parte di tutti! Avevo auspicato un’autocritica “collettiva”, ma siamo ancora lontani dall’iniziare questa fase indispensabile per il bene del nostro schieramento politico.
Ora è necessario rimettersi insieme, e di questo ne sono fermamente convinto! Se non da subito, bisognerà lavorare insieme come opposizione anche in consiglio comunale, arrivando addirittura alla costituzione di un gruppo consiliare unico (naturalmente un soggetto nuovo e diverso da o-gnuna delle due liste).
Molti vedranno come assurde e irrealizzabili queste mie proposte, ma non si può fare diversamen-te. E proprio per questo lancio il mio ultimo appello, che forse potrà sembrare provocatorio, ma non lo è. Coloro che non hanno intenzione di partire con un percorso nuovo e unito, e che non vogliono riallacciare rapporti umani con tutti coloro che vogliono impegnarsi in questo cammino, abbandonino la vita politica attiva! Farebbero solo un danno al centro-sinistra continuando sulla strada suicida di queste ultime settimane, e non certo un servizio alla nostra comunità.
Sicuramente questo mio appello sembrerà assurdo e irrealizzabile a molti, ma credo che sia l’unica possibilità se si vuole ambire a governare ancora il nostro comune. Non credo che debbano esserci veti per nessuno, se non per chi pone ancora veti e per chi non è disposto a lavorare insieme con qualunque altra persona si riconosca nel centrosinistra. E questo appello vale indistintamente per entrambe le due liste!
Io non ho assolutamente intenzione di continuare l’impegno politico nei prossimi anni, ma non in-tendo tagliare i rapporti personali con nessuno! Se qualcuno smetterà di salutarmi e cambierà at-teggiamento nei miei confronti perché non condivide le mie scelte o queste mie considerazioni, dimostrerà solo la sua piccolezza umana.
Spero di non sembrare arrogante e presuntuoso con questa mia lettera. Al contrario sen-to di essere decisamente inadatto e a disagio in un ambiente che ultimamente è stato avvelenato da atteggiamenti che non appartengono al mio modo di intendere l’impegno politico (e non solo quello). Così come non mi sentirei assolutamente in grado di gestire questa fase, che richiede se-rietà, saggezza, onestà, serenità e lungimiranza.
Non scrivo certo queste cose avendo secondi fini (come quello di poter rientrare in politica un do-mani); mi sembra di aver dimostrato di non aver mai lavorato per interesse o per secondi fini, pur con tutti i limiti e le incapacità che ho dimostrato in questi 10 anni.

Colgo l’occasione anche per comunicare che per adesso non intendo continuare con la partecipa-zione (per quanto piccolo sia stato il mio contributo anche in passato) del Partito Democratico. Essendo finito il mio mandato da Assessore, non sono più membro di diritto del Consiglio Direttivo. Deciderò se aderire al partito solo se vedrò il PD intraprendere quel cammino che ho auspicato prima.

Ringrazio ancora tutti coloro che si sono impegnati in questi anni nell’attività ammini-strativa e politica con passione e spirito di servizio alla nostra comunità. La riconoscenza non fa certo parte del mondo politico (tutt’altro!!!), ma sento il dovere di ringraziare chi si è speso in un’esperienza che comunque mi ha dato molto, al di là dell’amarezza che mi lascia in questa fa-se.

Auguro a tutti un buon cammino per il futuro della nostra comunità. Un abbraccio.

Roberto Toninelli


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Non esiste peggior pazzo di chi non nutre alcun dubbio sulle sue convinzioni.
Erica Jong

Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, che io possa avere soprattutto l'intelligenza di saperle
distinguere.
Tommaso Moro

Nelle cose necessarie unità, in quelle opinabili libertà, in tutto carità.
S.Agostino

domenica 10 maggio 2009

lettera aperta ad amici e conoscenti - maggio 2009

Ciliverghe, 9 maggio 2009
Alcune settimane fa ho condiviso con amici e conoscenti le ragioni della mia scelta di non candi-darmi alle prossime elezioni amministrative. Sento ora il bisogno di condividere alcune altre consi-derazioni dopo la presentazione delle liste che si contenderanno l’amministrazione del Comune di Mazzano per i prossimi 5 anni.
Per il centrosinistra, schieramento del quale faccio parte, non poteva andare peggio di così! Tutto il lavoro fatto da molte persone per tenere insieme diverse anime e sensibilità, è andato in fumo in poco tempo, a causa di una serie di fattori tra cui il principale è il non aver voluto (o sapu-to) affrontare problemi e dissapori che il tempo ha solo aumentato e non certo allentato, credendo poi ingenuamente che si potesse risolvere il tutto con assurdi veti personali o trovando il capro e-spiatorio solo da una parte.
Sono profondamente amareggiato e non nascondo una grande arrabbiatura per i tanti errori commessi da persone che non hanno certo dimostrato di voler superare i problemi per lavorare in-sieme. Chi ha posto veti e pregiudiziali alle persone (non dichiarandoli), chi ha lavorato nell’ombra magari dicendo altro durante le riunioni ufficiali, chi ha denigrato, chi non ha rispettato i ruoli (an-che nel partito) arrogandosi compiti non suoi e contribuendo a creare confusione. Di lealtà, coe-renza e franchezza ne ho viste veramente poche. Ho la sensazione di veder naufragar improv-visamente il lavoro di anni.
Ora si sono create due liste, entrambe con membri dell’amministrazione e del PD. Non intendo qui recriminare su chi ha la responsabilità di aver voluto (o causato) questo. Spero che tutti (me compreso) si faccia la propria parte di autocritica. Senza quell’atteggiamento così diffuso di chi crede di essere sempre e comunque dalla parte della ragione e della verità.
Se non avessi preso un anno fa la decisione di non ricandidarmi, avrei sicuramente deciso in tal senso adesso.
In entrambe le liste di centrosinistra ci sono cari amici e molte persone che stimo. Purtrop-po temo che non tutti i candidati o le persone a loro vicine avranno la saggezza per lasciare da parte polemiche e critiche a livello personale; ho paura che sarà una campagna elettorale “al massacro”. Non intendo partecipare nella maniera più assoluta a questo gioco, quindi non col-laborerò e non appoggerò nessuna delle due liste. Se si vuole costruire qualcosa per il futu-ro bisognerà superare queste divisioni (sperando che alcune persone che le hanno crea-te/fomentate/cavalcate si ritirino dalla vita politica mazzanese) e ritornare uniti con un unico pro-getto politico ed un linguaggio comune. Diversamente ci si prepari ad un lungo periodo di opposi-zione. Per ora non intendo dare il mio contributo ad un ambiente politico intriso di veleni, sotterfu-gi, arroganza, presunzione. Chiedo scusa per quelle volte in cui anch’io ho contribuito a creare po-ca chiarezza. Vado ad aumentare la folta schiera dei tanti giovani delusi dalla politica.
Continuerò a operare nella mia comunità con spirito di servizio in altri ambiti. Credo che a Mazzano manchi una realtà associativa attenta alle tematiche del consumo critico e ai temi della pace e della mondialità; mi piacerebbe raccogliere alcune persone con queste sensibilità.
L’augurio è quello che la politica mazzanese possa rinnovarsi nei prossimi anni, per tornare a diventare quell’agorà dove si discute e costruisce il bene per la nostra comu-nità. Buon lavoro.

lettera aperta ad amici e conoscenti - aprile 2009

Ciliverghe, 21 aprile 2009
Cari amici, dopo 10 anni di impegno politico, ho deciso definitivamente di non continuare questo servi-zio e di non candidarmi alle prossime elezioni amministrative di giugno.
Le motivazioni che mi spingono a questa scelta, che sto valutando da parecchi mesi, sono soprattutto di carattere personale, dovute alla fatica di conciliare i tempi dell’impegno amministrativo con quelli del lavoro di educatore, che amo e che mi appassiona molto, richiedendo però molto tempo ed energie. Inoltre anche per altre ragioni preferisco avere più tempo nei prossimi anni. Questo non significa certo che mi “ritiro a vita privata”; mi sono sempre speso per il bene della mia comunità anche attraverso il volontariato e l’impegno nelle associazioni e nella parrocchia di Ciliverghe, e così continuerò a fare, an-che attraverso strade nuove.
Personalmente concepisco l’impegno politico come un servizio che se vuole essere tale, è meglio che sia svolto per un periodo limitato nel tempo. Ho alcuni rimpianti per non aver raggiunto alcuni obiettivi, e per non essere riuscito a incidere come avrei voluto/dovuto in alcune decisioni politiche del nostro comune. Probabilmente per poter fare politica bisogna essere molto più scaltri del sottoscritto, e senz’altro meno ingenui.
Mi dispiace per tutte le volte in cui ho deluso la fiducia dei cittadini, che spesso si sono affidati a me per segnalazioni, richieste, consigli e suggerimenti. Credo però di non essermi mai tirato indietro di fronte alle responsabilità alle quali sono stato chiamato, così come al rapporto con i cittadini.
Non nascondo che lascio l’attività politica con un po’ di amarezza; alcune dinamiche e atteggiamenti negativi tipici di molte situazioni e attività umane (polemiche non costruttive, personalismi, poca chia-rezza, incoerenza, ipocrisia ecc.) mi pare che siano particolarmente presenti in questo ambiente. Spero che si sappia valorizzare maggiormente il lavoro dei giovani che si impegneranno in politica, perché il difficile non è trovare i giovani, ma è non perderli…
Ho avuto anche la fortuna di lavorare al fianco di moltissime persone (amministratori e dipendenti) che operano ogni giorno con un vero spirito di servizio per il proprio paese; persone dalle quali ho imparato tanto e con le quali è nato un sincero rapporto di stima e amicizia che spero possa continuare anche in futuro. La parola grazie non potrà sicuramente essere sufficiente per esprimere la mia riconoscenza alle tante persone che si sono sempre spese per la loro comunità e che hanno collaborato con entusiasmo e passione con me.
Ho avuto modo in questi anni di conoscere moltissime persone che si danno da fare per il bene della propria comunità in gruppi, associazioni, società sportive, parrocchie. E’ stato un grande arricchimento, che porterò con me sempre, e che mi permetterà di vivere nel mio paese in modo migliore.
Per ora chiudo dunque questa fase della mia vita, facendo tanti auguri a chi intende proseguire o inizia-re quest’impegno. Mi auguro che in tutti (amministratori, dipendenti, associazioni, cittadini), possa cre-scere un autentico senso di cittadinanza. La cittadinanza è una medaglia con due facce: da una parte vi stanno i diritti che ciascuno di noi ha in quanto essere umano, ma vi sono pure i doveri che ognuno di noi ha nei confronti della propria comunità. Il dovere di servizio, di solidarietà, di socialità, di rispettare e valorizzare il nostro ambiente ed il nostro territorio, di costruire una società migliore e più a misura d’uomo, nell’interesse di tutta la comunità.

lunedì 20 ottobre 2008

una sera d'ottobre... in poesia

Un giorno, dopo mesi, dopo anni.
Ad un tratto, all’improvviso,
una fiamma s’accende.

E basta questo, per cambiare occhi.
Per cambiare cuore.
Per cambiare prospettiva.

Un grazie esce dal cuore,
come una lacrima solitaria
che solca il viso
nel buio di una sera d’ottobre.

Un grazie alla vita.
Che mai si stanca di donare.
Di donare novità.
Di donare luce.
Di donare amore.
Di donare.

domenica 24 agosto 2008

La bellezza salverà il mondo

Visitando Mosca e soprattutto San Pietroburgo si comprende perché Dostoevskij scrisse che “la bellezza salverà il mondo”. Queste due splendide città sanno regalare emozioni intense in moltissimi luoghi. Città dove si respira la storia in ogni angolo, e dove l’uomo ha saputo creare un numero di luoghi ed edifici grandiosi e meravigliosi come in pochi altri luoghi del mondo. Eppure quante contraddizioni… Quelle che sono state due città dove il comunismo decideva e gestiva tutto, sono ora diventate le nuove capitali del consumismo e del neoliberalismo. Praticamente solo il Cremlino non è invaso da McDonalds e cartelloni pubblicitari. Capita spesso poi di vedere limousine o macchinoni blindati con la scorta di qualche miliardario, passare vicino a straccioni, accattoni, ubricachi, mutilati o invalidi, bambini di strada o altri poveri e vittime di questa società sempre più cinica, arrivista e materialista.

Però le emozioni che sanno regalare San Basilio e la Piazza Rossa, i saloni e i capolavori dell’Ermitage, o la visione serale dalla Nieva di San Pietroburgo illuminata, lasciano letteralmente senza fiato. E aiutano a comprendere quella frase di Dostoevskij. Di bellezza con la quale salvare il mondo, la Russia ne ha in abbondanza! La speranza è che nasca la volontà di contribuire a creare un mondo migliore e di pace, non basato sulla forza militare e sul predominio energetico e politico. Le vicende di queste ultime settimane non sono certo incoraggianti, ma governanti che ogni giorno vedono certi luoghi e certi paesaggi, ogni tanto non possono venire assaliti da un’emozione che solo chi ha visto certe bellezze conosce. E allora chissà, forse verrà anche a loro il desiderio di salvare il mondo, e non solo di conquistarlo…

Sul sito nella sezione fotografie, puoi vedere le immagini del grest in Ucraina (lagher di Smiena) e quelle della settimana a Mosca e San Pietroburgo.

martedì 6 maggio 2008

Grazie di esistere Azione Cattolica!



100e40 anni di Azione Cattolica. Sono 140 anni da quando Mario Fani e Giovanni Acquaderni diedero vita alla più importante associazione italiana di laici cristiani. Ma sono anche 40 anni da quando l'AC si rinnovò seguendo la strada che il Concilio Vaticano II aveva tracciato.

Ed essere a Roma insieme ad altri centomila associati per festeggiare questo compleanno è stata una grande emozione! Non solo perchè vedere da vicino il Papa è sempre un evento, ma per la grande carica che un evento come questo può dare al cammino che tutti i giorni percorriamo in mezzo alle "piazze e ai campanili", cioè in mezzo alla gente e alle nostre comunità per portare la Speranza e la Gioia che nasce dall'incontro con Cristo.

Insomma come diceva più o meno l'inno dell'incontro, siamo forti della nostra storia e del nostro passato, con il coraggio per il futuro!

Qualcuno mi ha chiesto se l'AC è ancora viva... Dopo una simile overdose di entusiasmo e di vitalità come non rispondere positivamente? Perchè se l'Azione Cattolica è viva, lo è nelle persone meravigliose che tutti i giorni vivono con gioia e speranza la loro fede in questa entusiasmante vita.

P.S. naturalmente in mezzo alla "toccata e fuga" a Roma, c'è stato anche il tempo per una meravigliosa passeggiata "by night"...

sabato 26 aprile 2008

Tra faggi e dolci pascoli a Cima Rest


Due giorni passati con la IIIB della scuola media di Prevalle a Cima Rest (Magasa, Valvestino, Brescia). Uno dei miei posti preferiti... Dove la natura offre scenari e paesaggi di grande suggestione, e dove si tocca con mano la difficoltà che l'uomo ha sempre incontrato vivendo in montagna. Ma anche la grande sintonia ed il delicato equilibrio che si è creato tra uomo e natura. Equilibrio che in molti posti oggi è stato completamente stravolto, ma che qui, pur tra mille difficoltà, ancora in buona parte resiste. Così tra maestosi faggi secolari, svettanti abeti rossi, dolci altipiani tra montagne dure e selvagge, la speranza è che questi simpatici ragazzi abbiano colto non soltanto la bellezza di questi luoghi, ma anche con quanto rispetto e attenzione l'uomo debba accostarsi e rapportarsi con la natura, che non è uno strumento a nostra disposizione per raggiungere obiettivi che troppo spesso sono solo materiali, ma è il meraviglioso tempio che Dio ci ha donato per vivere questa fantastica avventura che si chiama vita!

Nella pagina delle fotografie trovate anche una galleria con quasi 50 immagini relative soprattutto a paesaggi e fiori. Tra poco pubblicherò anche un video realizzato con la nuova videocamera... tempo di realizzare il montaggio e di metterlo su youtube!

martedì 15 aprile 2008

Che batosta!!!


Che batosta! Delusione e amarezza si mescolano da quando i primi risultati di queste elezioni hanno fatto capire in che direzione si stava andando… Pur con qualche riserva, ma finalmente sembrava arrivata una ventata di novità nella scena politica italiana… Un po’ di rinnovamento, di correttezza e un progetto politico che sembrava serio basato sul disegno di dove vogliamo far andare questo nostro paese. Il nuovo PD, che anche a livello locale sta esprimendo gente e idee nuove, sembrava piacere e sembrava dare speranza e novità nella politica italiana, che troppe volte ultimamente aveva non solo deluso ma aveva anche disgustato. A parte qualche falsa informazione da parte di qualche “servizio segreto deviato”, non ci si era certo illusi di una vittoria, però una sconfitta così imponente amareggia… Soprattutto perché sentendo la gente (soprattutto i più giovani) la scelta di chi votare è spesso fatta sulla base di slogan e di “contro”; poche volte per un progetto. E’ un po’ la politica dei “no” anziché dei “sì”. No alla sinistra. No alle tasse. No agli extracomunitari. Vince ancora una volta la politica di chi urla di più, di chi da contro all’altro e di chi promette cose che tante altre volte ha promesso (e non ha mantenuto) e che si capisce bene che in buona parte non sono realizzabili. Forse la politica italiana è semplicemente lo specchio della società italiana: vecchia, stanca, incazzata, che urla ma non si ferma a progettare il proprio futuro con serietà e fiducia. E comunque è la democrazia: anche se con amarezza, ciò che la gente vuole va accettato. Senza voler vincere a qualunque costo; pena il passaggio da democrazia a oligarchia. Rischio spesso presente anche a livello locale. In queste ore c’è quasi la tentazione di mandare l’impegno politico a quel paese, di ripiegarsi nel “privato”, abbandonando un impegno nella società che è la modalità quasi naturale di vivere la propria dimensione di cittadinanza, che è fatta sì di diritti, ma anche e necessariamente di doveri nei confronti della comunità (a più livelli) della quale si fa parte. Per fortuna lo stile che si cerca di avere è un altro: quello della “speranza costruttiva”, fiduciosi che il contributo che possiamo dare in questo pellegrinaggio terreno, possa servire per rendere questo modo un po’ più “a misura d’uomo”. Ed il mondo ha bisogno di chi ci mette la faccia e si prende a cuore un pezzo di questa umanità… E per fortuna che di gente così ce n’è in giro, anche se sempre di meno! C’è la necessità che la nostra Italia si dia un colpo di reni, di riprendere la strada che sembra aver smarrito e che non vuole tornare a percorrere. Faccio riferimento non tanto al risultato delle elezioni, ma ad una società che sembra stanca, con poca fiducia in se stessa e nel proprio passato. Che si lamenta sempre ma non prende in mano il proprio futuro e non si rimbocca le maniche. Che critica ma non prende responsabilità. Amarezza, delusione. Per fortuna tra qualche ora un sano ottimismo di base le avrà spazzate via. Ma forse non completamente….

sabato 5 aprile 2008

La felicità non è felicità se non è condivisa...


Venerdì sera: come si fa ogni tanto, in programma c'è la maratona di film al mitico CTM di Rezzato, che tanto ricorda la sala e i tempi di "Nuovo cinema paradiso"... Quattro ore e mezza di fronte al grande schermo. E soprattutto uno di quei film per i quali vale la pena sopportare l'inevitabile mal di schiena dovuto a così tanto tempo passato sulle vecchie e scomode (ma economiche!) poltrone del citato cinema. "Into the Wild" è uno di quei film che vale decisamente la pena di vedere. Per i meravigliosi paesaggi. Per l'attenta fotografia. Per l'ottima recitazione (e pensare che solo ieri ho finalmente visto il pessimo Scamarcio: non poteva avere un nome più appropriato!). Per le musiche toccanti e graffianti. Ma soprattutto per ciò che lascia. Questa storia di un giovane fuggito da tutto ciò che la società borghese, cinica e consumista rappresentava, per cercare la felicità nella natura e nell'avventura. Perchè, come dice ad un certo punto, "Dio ha messo la felicità in ogni angolo del mondo". E sembra quasi una negazione della socialità e dei rapporti umani, visto che la parola più ricorrente nelle citazioni e negli scritti del nostro eroe è "solo". Ma proprio quando tutto gli si ritorce contro, quando la natura solitaria tanto amata e tanto cercata si dimostra anche crudele e senza pietà, la sua vita si conclude con una frase che tinge di una nuova prospettiva tutta la sua esperienza passata: "la felicità non è felicità se non è condivisa". E' questa consapevolezza che gli dona l'ultima ventata di libertà, ma soprattutto di verità. Quella verità che spesso viene considerata come valore assoluto anche più importante di molti altri valori per i quali invece, spesso la nostra società è disposta a coprire e mettere in secondo piano il bisogno di verità...